Kyoto: case tradizionali giapponesi con alcune caratteristiche delle machiya
Kyoto (Giappone); Kamishichiken, un quartiere dove sono molte case tradizionali con caratteristiche proprie delle tipiche machiya

 

Coprotagoniste dell’immagine del Giappone tradizionale sono certamente le machiya, piccole case in legno a due piani. Così delicate, semplici e modeste, formano immagini edificanti, a volte persino commoventi.

Possibile incontrare molte di queste case nei quartieri storici di Kyoto, Kanazawa e Kurashiki e altre località minori.

 

Cosa sono le machiya

Le machiya (町家, まちや) sono una diffusa tipologia dell’architettura vernacolare giapponese.

Si tratta di semplici abitazioni di piccole dimensioni che incorporano tanti elementi distintivi del modo di intendere gli spazi proprio della cultura giapponese.

Nacquero come abitazioni di famiglie di commercianti. Il duplice utilizzo (come abitazione e negozio) caratterizzò fin da subito gli aspetti centrali dell’architettura (dalla scelta dei materiali alle tecniche di composizione).

 

Elementi architettonici distintivi:

  • Struttura: a due piani. Spesso il piano superiore non è a tutta altezza (non essendo altro che un mezzanino). Travi e pilastri sono in legno, a vista;

  • Tetto: a due falde,a volte lievemente convesso. La curvatura verso il basso (mukuri) ingentilisce l’insieme. Molto belle le tegole ricurve (kawara). Due muri (udatsu), spesso foggiati con grazia e sormontati da tegole, delimitano il tetto in direzione longitudinale, separando ogni casa dalle vicine e offrendo protezione contro la diffusione degli incendi. Piccole statuette (shoki-san) sono collocate sul tetto con funzione apotropaica. Il comignolo (kemuridashi) compare solo nelle case più grandi; in alcuni casi può essere chiuso tramite l’azionamento di una leva;

  • Pareti traforate: a tralicci con listelli lignei paralleli (格子, koshi), che consentono l’entrata della luce preservando l’intimità degli occupanti. Si vede dall’interno ma non dall’esterno. La struttura nelle forme rifletteva l’occupazione del proprietario. Nei negozi la trama, più rada (itoya-koshi), consentiva agli avventori di intravedere i colori delle merci esposte all’interno. Al piede delle pareti pannelli ricurvi in bambù (inuyarai) proteggono la casa dalla polvere e dal fango; il nome richiama la probabile funzione originaria, di dissuasione verso i cani impertinenti. Spesso una staccionata (komayose) delimita lo spazio esterno della casa. Finestre traforate (mushikomado) caratterizzano le facciate del piano superiore;

  • Pianta: è detta a “letto di anguilla” (unagi-no-nedoko) poiché è stretta e lunga. Più ambienti sono ricavati nella direzione della lunghezza dell’edificio. La stanza più vicina alla strada (mise-no-ma) era tipicamente adibita alla funzione dell’esercizio commerciale;

  • Stanze: permangono gli elementi fondamentali delle case giapponesi, ossia la pavimentazione con elementi a paglia intrecciata (tatami) e i divisori scorrevoli (fusuma) in carta di riso. La qualità del soffitto, realizzato con strutture in legno in diversi gradi di complessità, contribuisce a definire il rango della stanza. La tipica nicchia decorativa (tokonoma), dove sono opere di ikebana o rotoli appesi, compare solo nella stanza principale;

  • Corridoio: si sviluppa in lunghezza, raccordando gli ambienti della casa. A volte è a doppia altezza (hibukuro). Il pavimento è in terra battuta. L’inferiore qualità del pavimento del corridoio sottolinea la differenza di rango degli ambienti interni. Spesso il corridoio (tori-niwa) è diviso in due parti da una porta o da una semplice tendina (noren); al di là di essa è la parte privata della casa. Il focolare (okudo-san) occupa la parte terminale del corridoio;

  • Scale: in legno, strette e molto ripide. Al di sotto delle scale (hako-daikan) sono dei ripostigli.

  • Giardino: un piccolo giardino (tsuboniwa) trova posto nel retro. La funzione estetica si accompagna a un compito molto pratico, ossia migliorare la ventilazione e l’illuminazione della casa. Spesso vi si trovano delle piante con spiccate caratteristiche di stagionalità;

  • Veranda: nelle case più grandi una veranda (engawa) è interposta tra le stanze e il giardino. Questo elemento caratteristico dilata lo spazio e la percezione del giardino e migliora l’illuminazione degli ambienti;

  • Porta: la porta di ingresso (o-do) dispone di uno sportello (kuguri-do). Di notte veniva tenuto aperto solo lo sportello, che, essendo piccolo e basso, presentava un ostacolo e assolveva quindi a una funzione di sicurezza;

  • Pozzo: a volte presente un piccolo pozzo per l’attingimento dell’acqua. Solitamente è coperto con del bambù.

 

Dove andare per vedere le machiya

Per chi visita il Giappone per la prima volta si tratta anzitutto di scegliere tra queste località:

  • Kyoto: tante machiya sono nei quartieri di Gion (Higashiyama) e Kamishichiken (Kamigyo). Non tutte le machiya sono antiche. In alcuni casi ci si trova di fronte a pesanti rimaneggiamenti, alterazioni, adattamenti. Un buon numero di machiya fu perduto a seguito della tumultuosa modernizzazione. La conservazione di queste case è peraltro molto costosa. Per via della prevalenza di tipi distintivi caratteristici della località, a Kyoto si parla di kyo-machiya;

  • Kanazawa: belle machiya sono nei quartieri chaya (delle case da tè), ossia Higashichaya, Nishichaya e Kazuemachi;

  • Kurashiki: il Bikan, quartiere storico della cittadina, custodisce un buon numero di machiya in ottimo stato di conservazione.

 

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